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17Oct/090

Valli a capire questi sardi…

Sono un po' debilitato da un piccolo accenno di influenze (tranquilli, non grugnisco), cosi ne approfitto per guardare un po' di news.

Leggendo quel giornale comunista chiamato Repubblica, mi imbatto in un articolo che tratta di un argomento che mi sta parecchio a cuore:

Repubblica.it - Torna il cemento sulle coste sarde

Convivo con una splendida ragazza sarda da qualche mese, e quindi sono un po' abituato alle "loro" piccole incoerenze (differenti solo per tipo, non per quantità, da quelle degli altri italiani: i brianzoli sanno essere molto, molto peggio! ) ma quando si tratta della loro meravigliosa terra... bhe, proprio non li capisco.

Io credo che la Sardegna sia un vero paradiso, con località e panorami incomparabili (ne avrei di foto... qualche giorno ne posto alcune), e credo che la cementificazione selvaggia delle coste sia uno scempio che non può essere giustificato, nemmeno da miopi politiche di sviluppo turistico. Un territorio per una popolazione ha la stessa importanza che il corpo umano ha per l'individuo che lo possiede:  chi distrugge il proprio corpo compromette la propria esistenza.

Eppure questa mia opinione è spesso non condivisa, nemmeno dai locali, che vedono nel turismo e nella cementificazione incontrollata un modo per risollevarsi da una depressione economica ormai permanente.  Il ragionamento che spesso sento è: "che vengano a costruire cosi portano lavoro", ignorando che i ricconi e gli speculatori di turno, spesso, non si "servono" della manodopera locale, e che, ancora più spesso,  se ne fregano del territorio e della gente che ci vive (ne è un ottimo esempio il nostro primo ministro con i suoi vulcani e altre amenità)...

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